Transizione 4.0 e cessione del credito d’imposta

Le commissioni del Senato allargano a istituti di credito e intermediari finanziari.

È stato approvato in data 4 maggio 2021 dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato un emendamento che permetterà alle aziende di optare per la cessione del credito d’imposta derivante dall’acquisto di beni strumentali ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e intermediari finanziari.
Prima di entrare in vigore, la nuova regola deve passare al vaglio dell’aula e, successivamente, il disegno di legge di conversione del Decreto Sostegni deve passare alla Camera dove l’approvazione è attesa entro la fine di maggio. Per mettere a punto il meccanismo della cessione, sarà in ogni caso necessario uno specifico  provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
A premere per l’approvazione dell’emendamento sono state in particolare quelle categorie di imprese che temevano di non riuscire a monetizzare l’incentivo per l’acquisto di beni strumentali in tempi ristretti, benché oggi sia possibile fruire del credito d’imposta praticamente da subito. Si tratta degli imprenditori agricoli e di tutti quei soggetti che, per il regime fiscale cui sono soggetti, non hanno molte occasioni di utilizzare modelli “F24” con i quali scontare il credito d’imposta dai debiti verso la pubblica amministrazione. La cessione del credito resta, in ogni caso, un’opportunità di monetizzare subito il credito per tutte le categorie di imprese.
L’emendamento replica, di fatto, il meccanismo della cessione a terzi del credito d’imposta già previsto dal Superbonus 110% per il comparto dell’edilizia e, coinvolgendo Transizione 4.0, lo allarga a una pluralità di settori produttivi.
Un passaggio ritenuto da più parti fondamentale, perché rappresenta una riduzione dell’imposizione fiscale per chi investe in beni strumentali materiali e immateriali, innovazione tecnologica e green, macchinari 4.0.
È utile ricordare che,  già adesso, la legge di bilancio prevede la possibilità per le imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro di fruire normalmente del credito per l’acquisto dei beni strumentali non 4.0 in un solo anno. Con la cessione del credito d’imposta, invece, il beneficio fiscale diventa quasi denaro contante, anche se occorrerà mettere in conto una commissione da pagare al soggetto che prenderà in carico il credito, sia esso una banca o un altro soggetto.
In merito all’applicazione concreta del nuovo articolo rimangono alcuni punti sui quali dovrà essere fatta chiarezza. In primo luogo l’applicazione dovrebbe essere per tutti i crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali, sia quelli 4.0, incentivati con aliquote fino al 50%, sia quelli per i beni strumentali semplici, incentivati con aliquota al 10%. E rimangono invece esclusi i crediti per ricerca, sviluppo, innovazione e formazione 4.0. Altro punto da chiarire è in merito alla gestione e cosa succederà nell’eventuale caso di cessione di un credito non spettante.

[Fonte INNOVATION POST.IT]
6 maggio 2021

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