La mappa della cogenerazione

Il Politecnico di Milano, Italcogen (associazione che riunisce costruttori e distributori di impianti di cogenerazione) e l’Ufficio studi Anima, hanno mappato 809 impianti di cogenerazione ad alto rendimento (Car), pari a poco più del 50% del parco italiano. Questa mappatura è la prima indagine a livello nazionale che stima il potenziale del mercato delle aziende della cogenerazione al 2025.

Quando si parla di efficienza energetica si prende in considerazione anche il mercato della cogenerazione. La cogenerazione si basa sul principio che in una centrale termoelettrica non tutta l’energia introdotta con il combustile è convertita in energia elettrica, ma una parte consistente si dissolve nell’ambiente sotto forma di calore di “scarto” ed è proprio qui che interviene la cogenerazione recuperando la maggior parte di questa energia termica di “scarto” aumentando di parecchio l’efficienza nell’uso delle fonti energetiche.
Tra gli impianti mappati, circa il 30% sono in possesso delle industrie, il 35% del settore residenziale e un altro 35% appartengono al settore Energy, tra cui Esco e Utility. Oltre il 60% della capacità cogenerativa analizzata è in capo ai player del settore energy, il 35% in capo agli industriali e solo l’1% riguarda il settore residenziale.
Il settore è, oggi, in evoluzione e ha visto un ampliamento dell’offerta che è cresciuta negli ultimi anni con l’ingresso dei fornitori specializzati in efficienza energetica come Esco e Utility. Ciò ha fatto sì che gli operatori forniscano un sempre maggior numero di servizi oltre alla semplice vendita dell’impianto trasformando il mercato che dal prodotto si sposta verso il servizio.

Per identificare i driver che guidano il mercato della cogenerazione sono state condotte interviste sia con operatori di mercato (fornitori di tecnologia ed Esco) che con operatori industriali con la maggior predisposizione all’utilizzo di impianti cogenerativi. Sono emersi 4 fattori caratterizzanti il mercato che a loro volta sono stati categorizzati in 7 driver.
Tra i fattori spicca l’evoluzione del contesto normativo, che vede da un lato gli effetti del decreto energivori, dall’altro la riforma sui TEE (Titoli Efficienza Energetica) e le incertezze sul futuro del meccanismo. Sulla stima del potenziale, incidono anche l’evoluzione dei modelli di business oltre ai nuovi paradigmi del mondo energy (sviluppo del teleriscaldamento o l’apertura al mercato dei servizi di spacciamento) e il contesto macro-economico.

In vista degli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, la cogenerazione trova un ideale collocamento come strumento per la transizione del sistema energetico attuale a quello futuro libero dal carbone e rappresenta, nel lungo termine, un efficace strumento per l’efficienza energetica in un’economia basata su vettori energetici puliti come l’idrogeno verde e i biocombustili.

[Fonte INDUSTRIAMECCANICA.IT]
5 maggio 2021

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